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Cronaca Tecnologia UMBRIA

Tradimento virtuale e gelosia reale, l’amore finisce in tribunale

Mobile phone study
Condannato per rapina un uomo che voleva leggere gli sms nel cellulare della compagna

di Giorgio Pontano

La gelosia è un sentimento che brucia l’anima e fa compiere gesti che possono costare anche caro. Ad un giovane, ad esempio, lo strappare il cellulare alla propria ragazza per controllare con chi chattava è costata un’accusa di rapina e furto con strappo.

La sentenza. La seconda sezione penale della Cassazione, con una sentenza n. 24297/2016 ha rigettato il ricorso di un uomo condannato, in primo e secondo grado, a un anno e 8 mesi di carcere oltre multa (con sospensione condizionale della pena) per rapina e lesioni, per aver strappato il cellulare alla propria ragazza per leggere i messaggi contenuti nello strumento e trovare così le prove del tradimento.

L’uomo si è difeso e ha contestato la qualificazione giuridica del fatto, inquadrato come rapina e non come scippo, e la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato, non avendo lo stesso agito alla ricerca di un profitto.

I giudici, però, hanno ribadito che l’imputato ha diretto la propria azione violenta nei confronti della ragazza per arrivare ad impossessarsi definitivamente del telefonino che, infatti, i carabinieri hanno ritrovato in una delle tasche dei suoi pantaloni. Quanto al profitto “non consiste necessariamente in un vantaggio di natura patrimoniale, potendosi concretare in qualsiasi utilità, anche solo morale, in qualsiasi soddisfazione, piacere o godimento che l’agente si riprometta di ritrarre”. Il fatto che l’uomo abbia agito “al solo scopo di esaminare le conversazioni o i messaggi figuranti nel cellulare” integra “il requisito dell’ingiustizia del profitto che l’agente voleva ricavare dall’impossessamento del telefono cellulare della sua fidanzata”.

I giudici della Cassazione hanno anche voluto ricordare che l’instaurazione di una relazione sentimentale tra due persone “rientra nel diritto inviolabile all’autodeterminazione fondato sull’articolo 2 della Costituzione” e che il rispetto dei “diritti inviolabili dell’uomo e della donna” è collegato alla libertà di autodeterminazione. Ciò comporta la libertà di intraprendere relazioni sentimentali e di porvi fine. La pretesa dell’uomo di “perquisire” il telefono della donna alla ricerca di messaggi “compromettenti, rappresenta il profitto conseguito e assume i caratteri dell’ingiustizia manifesta” proprio perché viola il diritto alla riservatezza e comprime la libertà di autodeterminazione della donna “e si pone in prosecuzione ideale con il reato di lesioni, avente ad oggetto le lesioni arrecate dall’imputato alla sua fidanzata nel mentre era in preda di una crisi di gelosia”.

Tradimenti online. I social network hanno favorito le comunicazioni e lo scambio interpersonale, ma sono diventati anche fonte di litigio e motivo di separazione nelle coppie e strumento utile per i professionisti per la ricerca di persone irraggiungibili. Un sito specializzato in incontri ‘casuali’ ha pubblicato una classifica dei ‘libertini’ in cui gli umbri risultano al terzo posto dopo calabresi e sardi.

Chi tradisce paga i danni. La gelosia, però, rimane la malattia più brutta e le corna un peso difficile da sopportare. Messaggini infuocati, mail erotiche, scambi di battute hard in chat. Semplici gesti che possono costare caro nella rottura di un matrimonio, visto che la Cassazione ha stabilito che tali comportamenti possono costituire addebito nella causa di separazione.

Il tradimento ha ripercussioni in campo civile per il risarcimento del danno al coniuge a cui vengono messe le corna. Secondo i giudici di Cassazione, quindi, tradire il coniuge potrebbe comportare conseguenze economiche per il fedifrago o la fedifraga. Non lo dice solo la Cassazione, ma anche la statistica delle separazione e dei divorzi della Corte d’appello di Perugia: il 30% delle nuove separazioni presentano risvolti ‘telematici’ nelle rispettive accuse di aver fatto naufragare il matrimonio.

I quattro tribunali umbri, invece, hanno avuto questi numeri: divorzi pendenti 553, sopravvenuti 793 e esauriti 733; mentre le separazioni sono state 859 quelle pendenti, 1.549 sopravvenute e 1.458 quelle esaurite.

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ncn

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