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Macbeth, la paura che conduce al male

SPETTACOLI BRESCIA TEATRO SOCIALE CENTRO TETRALE BRESCIANO MACBETH NELLA FOTO SCENA FRANCO  BRANCIAROLI 7/06/2016 REPORTER FAVRETTO
SPETTACOLI BRESCIA TEATRO SOCIALE CENTRO TETRALE BRESCIANO MACBETH NELLA FOTO SCENA FRANCO BRANCIAROLI 7/06/2016 REPORTER FAVRETTO

PERUGIA – L’inevitabilità del potere, più che la sua brama, che porta su una strada che non si può più abbandonare. Il male che, delitto dopo delitto, porta all’assuefazione o alla follia.

Francesco Branciaroli ha interpretato sul palco del Morlacchi di Perugia il confronto tra Macbeth e la sua Anima nera. Un confronto che il re, nella solitudine a cui l’ha condotto la strada del male, non può vincere. Tanto che lo spettatore è portato alla fine ad avere compassione del tiranno, che ha vissuto una vita fatta di paura, più che di potere, lasciando dettare le sue mosse, proprio per paura, dalla magia più ingannatrice della realtà.

In un’ambientazione tetra ed essenziale, che non toglie mai la scena ai personaggi (reali e immaginari), Branciaroli rappresenta un Macbeth sfortunato, impaurito e infelice, che sembra inseguire la quiete, più che il potere per il potere. E per il quale la tanto temuta morte, in fondo, arriva come una liberazione.

Un testo, quello di Shakespeare, sempre attuale, tanto da contaminare per secoli rappresentazioni teatrali e pellicole cinematografiche. Perché, in fondo, più che la sete di potere, non è la paura a trasformare Anakin Skywalker nello spietato Darth Vader della saga Star Wars?

 

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ncn

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