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Cultura Spettacoli

Il Vangelo dei migranti, secondo Delbono

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PERUGIA – Ci sono spettacoli che piacciono o non picciano. Che cioè non possono piacere “un po’”. Così è per il “Vangelo” secondo Pippo Delbono, che al Morlacchi di Perugia ha portato il dramma dei migranti, vittime dei trafficanti di donne e di uomini, come Gesù fu vittima di un clero che si opponeva ad ogni rivoluzione. E vittima, Gesù, ha continuato ad esserlo, di quella Chiesa che, in suo nome, ne ha travisato il rivoluzionario messaggio di anarchico amore attraverso ammonimenti che, sulla paura del peccato, hanno invece costruito nuove gabbie per l’uomo. Può piacere o non piacere, questo spettacolo. E non solo per chi si divide sul messaggio ideologico che lo ispira. Un “Vangelo” che attraversa duemila anni di storia, per mostrare che nulla, in realtà, è cambiato, se nulla cambia dentro di noi. Eppure, proprio nel narrare la propria mancanza di fede in quel Cristo che ci è stato così rappresentato e tramandato, Delbono mostra, ancora una volta, l’eccezionale forza rivoluzionaria del messaggio del Nazzareno. Una rivoluzione che sta portando sul palco dei più prestigiosi teatri italiani persone scampate alla morte su un barcone in mare, agli stupri, al manicomio, alla prigionia.

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