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Politica

Ciprini: “Rosatellum, vergogna”

La parlamentare umbra Tiziana Ciprini (M5s)
La parlamentare umbra Tiziana Ciprini (M5s)
La deputata umbra dei pentastellati fa il punto sull'approvazione della nuova legge elettorale, attacca duramente Governo e maggioranza e proclama: "Come abbiamo abbattuto l’Italicum, faremo la stessa cosa con il Rosatellum bis”

di Antonio Venditti

Il Rosatellum bis è divenuto legge. Il Senato con 214 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astenuti ha approvato il nuovo sistema elettorale misto, che prevede un’ampia quota proporzionale e una parte di seggi attribuiti con collegi uninominali maggioritari.

Il Rosatellum bis, dal nome del capogruppo Dem a Montecitorio, Ettore Rosato, è frutto del patto tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega, a cui si sono aggiunte a sostegno della riforma altre forze minori, prima fra tutte quella guidata da Denis Verdini che ha sottolineato l’importanza del ruolo avuto dalla sua pattuglia di ex, in questo e in molti altri casi.

Mentre parlava Verdini, i senatori del M5S – già protagonisti mercoledì scorso di una rumorosa mobilitazione dentro e fuori il palazzo – sono usciti dall’aula.

La nuova legge elettorale è stata fatta in tempi record: 35 giorni da quando il Pd ha depositato il 21 settembre in commissione Affari costituzionali della Camera il testo base.

Il governo, su richiesta del Pd, ha posto ben 8 questioni di fiducia: le prime tre votate a Montecitorio, le altre cinque al Senato per evitare imboscate in Aula.

Una giornata al cui termine il presidente del Senato Pietro Grasso ha rassegnato le dimissioni dal Gruppo del Partito Democratico. Si è iscritto al Gruppo Misto. 

 
Con questa legge elettorale le coalizioni rischiano di essere finte e variabili, due terzi del Parlamento saranno scelti dai partiti, la libertà di scelta dell’elettore sarà simile a :sì o no.

Con il Rosatellum le percentuali con cui si compone il Parlamento sono ribaltate: per due terzi si userà il proporzionale, per il restante numero di seggi il maggioritario.

Con la nuova legge elettorale in sostanza parlamentari su 945 – 399 deputati e 212 senatori – saranno eletti con il sistema proporzionale. Saranno disegnati collegi grandi all’incirca come le Province.

Restano i nominati dai vertici dei partiti e resistono le pluricandidature: ci si potrà presentare in tre listini proporzionali diversi. Maggiormente favorito un candidato di collegio che potrà fruire di quattro tentativi di essere eletto: nel collegio e in tre listini proporzionali.

Con il Rosatellum la scheda è una sola: il nome del candidato nel collegio sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.

La libertà dell’elettore sarà quella di barrare soltanto il candidato del collegio senza segnare il partito. Al contrario, non essendoci le preferenze, scegliendo il simbolo, l’elettore sarà costretto a prendersi il candidato al collegio e listino dei nomi, a partire dal capolista.

L’altra novità è il ritorno delle coalizioni:ogni simbolo di partito ha il suo candidato al collegio, il cui nome si ripeterà accanto a ogni partito che lo sostiene.

Nella legge si prevede soltanto l’indicazione del capo della forza politica

Perciò può accadere che le coalizioni siano variabili da collegio a collegio e abbiano una soglia del 10 per cento.

Questa nuova legge elettorale, confusionaria e per molti aspetti palesemente non democratica, concepita per frenare la scalata del M5S, non favorisce il necessario incentivo al recupero dei tanti elettori della scheda bianca, affinché si esprimano finalmente da cittadini protagonisti della vita politica italiana.

Sul Rosatellum bis abbiamo chiesto il giudizio della deputata Cinque Stelle Tiziana Ciprini.

Il Governo ha posto anche nell’aula del Senato, cinque questioni di fiducia su cinque dei sei articoli del Rosatellum bis”, premette la Ciprini.

Gentiloni passerà alla storia per aver battuto un triste primato: essere il primo Presidente del Consiglio dall’Unità d’Italia a porre la fiducia sulla legge elettorale sia alla Camera sia al Senato.

Nel 1953 De Gasperi si limitò a chiederla al Senato, su quella che è stata definita una ‘legge truffa’, nell’ultimo giorno utile della legislatura e in presenza dell’ostruzionismo delle opposizioni, mentre nel 2015 il governo Renzi la mise nel passaggio dell’Italicum alla Camera”, ricorda la deputata.

Una vera invasione di campo del Governo in una materia parlamentare che non è concepibile in nessuna grande democrazia europea, per di più a pochi mesi da nuove elezioni.

È evidente che il Rosatellum sia una porcata – sottolinea- che garantirà un governo di inciuci: la prova schiacciante l’hanno data Pd, Forza Italia, Lega e Alternativa Popolare che hanno votato compatti, respingendo ogni tentativo messo in atto dal M5S di modificare l’impianto portante della legge elettorale.

Non è passato il voto disgiunto, né lo stop alle liste civetta, così come è stato bocciato ogni tentativo di abolire le coalizioni o di modificare le norme per le minoranze linguistiche.

L’Aula del Senato ha respinto anche le quattro pregiudiziali di costituzionalità e la questione sospensiva presentata dai senatori del M5S, che avevano chiesto di votare a scrutinio segreto solo la parte dei documenti che riguarda le minoranze linguistiche – precisa la parlamentare – materia per la quale il Regolamento del Senato autorizza il voto segreto, ma che il presidente Grasso ha respinto.

Quello che hanno fatto è molto più di una forzatura, poiché l’apposizione della fiducia è un procedura speciale che va a limitare la possibilità per i parlamentari di discutere gli emendamenti ed è incompatibile con la procedura normale di approvazione delle leggi elettorali che, invece, prevede la votazione e la discussione degli emendamenti.

Questo è uno dei motivi per cui abbiamo fatto ricorso contro l’Italicum – continua Tiziana Ciprini – che il Tribunale di Perugia sta riesaminando, e per cui abbiamo chiesto che venga sollevata una nuova questione di illegittimità costituzionale.

Se il Tribunale dovesse dichiarare illegittima la procedura di approvazione dell’Italicum, sarà ovviamente illegittima anche la procedura di approvazione del Rosatellum.

In nessun Paese al mondo si fa una legge elettorale approvata da Montecitorio e da Palazzo Madama in meno di due settimane con un sistema misto maggioritario-proporzionale, che impedisce di eleggere i due terzi dei parlamentari.

Noi non ci arrendiamo – conclude Tiziana Ciprini – dinnanzi all’ennesimo colpo basso che i partiti degli inciuci vorrebbero infliggere alla democrazia, con una legge truffa che darà un risultato diverso dal volere del popolo, concepita da un’accozzaglia politica che non è in grado di vincere elezioni senza imbrogliare.

Come abbiamo abbattuto l’Italicum, faremo la stessa cosa con il Rosatellum bis”.